L’alternativa vegetale al ragù di carne: il ragù vegano

ragù vegano

Eh sì, il ragù vegano esiste e non ha niente da invidiare al suo celebre fratello. Il ragù di carne è sicuramente il re delle tavole in Italia, ma l’alternativa vegetale può essere una valida alternativa per alleggerire un pasto, soprattutto con l’avvento della stagione calda.

Il mio compagno (e anche io un pochino) era molto scettico. Sentendolo nominare l’abbinata ragù e vegano ha alzato un sopracciglio come fa abitualmente quando sente qualcosa che non lo convince. Mettendo da parte i pregiudizzi, ha assaggiato il ragù vegano e, dopo la prima forchettata, con sguardo sorpreso di approvazione, ha sentenziato che era buono.

Ragù vegano: soia al posto della carne macinata

Non spenderò parole per dire che il ragù vegano è uguale a quello normale, ma merita comunque una possibilità. La carne macinata viene sostituita con il macinato di soia, vale a dire farina di soia ristrutturata e ridotta in piccoli pezzetti. L’alta concentrazione di proteine presente nella soia (circa 43 g per 100 g di macinato) la rende un perfetto sostituto vegetale della carne.

Un altro vantaggio del macinato di soia che ho usato è che, in cottura, assorbirà buona parte dell’acqua che rilasciano le verdure durante la cottura.

Il ragù vegano è anche una ricetta anti spreco e svuota frigo

Per preparare questo ragù ho usato le verdure che avevo nel frigo. Non so se capita anche a voi, ma spesso mi trovo con una melanzana, una zucchina, una carota, ecc ecc Tutti questi avanzi, presi singolarmente non si trasformeranno di certo in un pasto, ma tutti insieme possono trasformarsi in ragù vegano, verdure per la pasta fredda o un contorno da cuocere al forno. Questa ultima possibilità da riservare a giornate più miti o dopo un bel rinfrescante temporale estivo.

Fatemi sapere se preferite il ragù vegano o quello tradizionale. Se vi va, scattate una foto e condividetela su  Instagram, su  Facebook o con un  cinguettio su Twitter usando l’hashtag #LeRicetteDelTegamino.

Oppure lasciate un commento qui sotto con la vostra ricetta!

Buon Appetito! 🙂

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Torta al cioccolato

torta al cioccolato

Chi non ha mai sognato di trovarsi immerso in un paesaggio fatto di cioccolato? È il luogo dove ogni goloso sogna di andare in vacanza, dove tutto è commestibile e può essere morso. Valli, montagne, fiori, piante, fiumi, torrenti di cioccolato da mordere e da bere. Quando ero bambina mi immaginavo anche di essere Charlie Bucket che visita la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka e sono certa che ci sono, ci sono stati e ci saranno moltissimi bambini (e adulti) con la mia stessa fantasia.

Se almeno una volta nella tua vita hai pensato e/o sognato una di queste due cose, allora non potrai non amare la mia torta al cioccolato. 🙂

Con la Pasqua che si avvicinava ogni goloso si trova con più cioccolato di quello che è umanamente possibile mangiare. Che questo limite sia imposto dal senso di colpa che proviamo guardando la bilancia, è un altro discorso. Io, finché non vedo il fondo del sacchetto di cioccolatini o non resto solo con la carta di una barretta di cioccolato, faccio veramente fatica a fermarmi.

Ma ecco un’idea anti spreco per usare il cioccolato avanzato dopo la Pasqua in modo alternativo. Per questa torta potrete usare sia cioccolato fondente (il mio preferito), ma anche cioccolato al latte o bianco. In questi due ultimi casi, abbiate solo l’accortezza di diminuire leggermente la quantità di zucchero (da 160 g a 140 g) in modo che la torta al cioccolato non risulti troppo dolce.

Inoltre il cioccolato fondente sarà perfetto anche per preparare delle crostatine da guarnire con frutta di stagione, come fragole e lamponi.

Fatemi sapere se avete preparato la mia torta al cioccolato e se vi è piaciuta… Se vi va, scattate una foto e condividetela su  Instagram, su  Facebook o con un  cinguettio su Twitter usando l’hashtag #LeRicetteDelTegamino.

Buon appetito! 🙂

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Pandoro + Crema al Mascarpone = Pandoramisù

pandoramisu

Per la serie la dieta la cominciamo il 2 gennaio anzi, meglio ancora, l’8 direttamente…

Cosa succede quando metti insieme il pandoro e la crema al mascarpone? Nasce il PANDORAMISU!

Come vi avevo promesso nell’articolo del crumble di panettone, pere e cannella, ho pensato anche a una ricetta dedicata agli amanti del pandoro.

Prima di cominciare però, sono necessarie due doverose premesse, vale a dire due fondamentali caratteristiche che dovete avere per sopravvivere a questo dolce:

  1. bisogna essere dei veri amanti del pandoro, di quelli che lo usano per fare la “scarpetta” nella crema al mascarpone, nella mostarda o lo usano al posto del pane quando mangiano “pane e cioccolata”;
  2. il livello di tolleranza allo zucchero dovrà essere davvero altissimo, visto che si tratta di strati di crema al mascarpone intervallati da pandoro ammorbidito con una bagna alcolica e zuccherina a base di arancia e rum.

Come servire il pandoramisù?

Il pandoramisù può essere servito in bicchieri, come ho fatto io, intervallando pezzi di pandoro e crema al mascarpone, terminando con la classica spolverata di cacao.

Se invece volete stupire i vostri ospiti vi consiglio di usare dei mini pandori (del peso di circa 80g) che si trovano facilmente nei supermercati ben forniti. Tagliateli in quattro fette per il largo e “rimontateli” intervallando crema al mascarpone e fetta di pandoro. Spolverizzate a piacere con zucchero a velo o cacao amaro. Questa operazione andrà fatta prima di servirli.

Se optate per la preparazione nel bicchiere, avanzerete vari ritagli di pandoro. Ma niente paura ho la soluzione anche per questo. Prendete i ritagli, metteteli in un sacchetto, aggiungete dello zucchero a velo e sbattete bene. E voilà, la colazione per i giorni a venire è servita.

Come ci siamo detti all’inizio, la dieta la cominciamo l’8 gennaio! 😉

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Buon appetito! 🙂

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Sua maestà il polpettone

polpettone

Il polpettone è un piatto che arriva dalla tradizione, una ricetta anti spreco che i nostri nonni hanno preparato e mangiato, come la polenta fritta.

La ricetta di oggi viene dal ricettario di famiglia. Si tratta del polpettone che prepara mio padre e prima di lui lo preparava mia nonna.

Le ricette della tradizione hanno una cosa in comune: le dosi non sono mai esatte!
Grammi e millilitri vengono sostituiti da “circa”, “qualche cucchiaio”, “al bisogno”, “qualche manciata”. Non è quindi stato facile riuscire a pesare tutto per poter rendere pubblicabile questa ricetta.

La ricetta è quella della nonna paterna e quindi ho chiesto a mio padre di pesare tutto quello che usava mentre lo preparava. E non è stato semplice… 🙂
Non è colpa di nessuno se le quantità non erano precise. La ricetta del polpettone viene tramandata di madre in figlio e ha subìto continue variazioni in base agli ingredienti disponibili.

Il polpettone è un’ottima ricetta anti spreco

Nel nord Italia per Natale si prepara spesso il brodo con i tortellini e poi si mangia la carne bollita. Proprio quest’ultima avanza spesso dopo il pranzo e uno dei modi per non sprecarla è preparare il polpettone.

Può essere accompagnato da patate lesse, da insalata o da una teglia di verdure al forno.

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Crumble di panettone, pere e cannella

crumble panettone pere cannella

Penultimo appuntamento con le ricette de “Il Natale del Tegamino”.

Oggi ho deciso di “reinventare” un dolce classico usando il panettone, re indiscusso del Natale (eh sì, io faccio parte del team panettone!). Nasce così il crumble di panettone, pere e cannella.

crumble

Cos’è il crumble?

Il crumble è un dolce di origine inglese e irlandese. Il suo nome deriva dal verbo to crumble che significa “sbriciolarsi”. È composto da due strati; il primo strato è solitamente a base di frutta cotta con lo zucchero che viene ricoperta da un secondo strato, un impasto friabile a base di burro, uova, farina e zucchero. Proprio questo secondo strato “sbriciolato” dà il nome al dolce.

Da classico crumble a crumble di panettone

Il crumble di panettone è un dolce che io servo in monoporzione. Di base vi serviranno delle pere da cuocere con zucchero e cannella che verranno poi coperte da “briciole” di panettone. Il risultato sarà un guscio croccante che cederà non appena affonderete il cucchiaino, incontrando così un cuore morbido dal gusto fruttato, ma leggermente speziato.

Il crumble di panettone può essere anche una soluzione per aiutarvi a smaltire il panettone che capita di avanzare dopo le feste, in modo da non sprecare un alimento tanto prezioso.

Se tra di voi ci sono dei sostenitori del pandoro, niente paura. Più avanti ho in serbo anche qualcosa per voi. Ovvio che, per preparare questo crumble, potete usare il pandoro al posto del panettone, ma otterrete un dolce dal gusto stucchevole.

crumble panettone pere cannella

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Buone Feste a Tutti! 🙂

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